INTERVISTA – Intervista radiofonica – Radio RB24

INTERVISTA – Intervista radiofonica – Radio RB24

Perché la mia estate non è perfetta come quella degli altri? 

La neuroscienza spiega il confronto sociale.

Scopri perché in estate ci confrontiamo di più con gli altri, come i social influenzano il nostro cervello e due esercizi pratici per ritrovare serenità.


Perché in estate ci sentiamo più insoddisfatti?

L’estate viene spesso raccontata come la stagione della felicità: vacanze, mare, aperitivi al tramonto e giornate spensierate.

Eppure, per molte persone è proprio il periodo in cui aumentano ansia, nervosismo e senso di inadeguatezza.

Ti capita di aprire Instagram o Facebook e pensare:

“Perché tutti sembrano vivere un’estate perfetta, mentre io faccio fatica anche solo a rilassarmi?”

Se sì, non sei sola/o. E la spiegazione non riguarda la tua forza di volontà, ma il funzionamento del cervello.


Il confronto sociale è un meccanismo naturale

Il nostro cervello è programmato per confrontarsi con gli altri.

Per migliaia di anni appartenere al gruppo ha significato sopravvivere. Essere esclusi poteva rappresentare un grave pericolo.

Per questo motivo il confronto sociale è ancora oggi un meccanismo automatico.

Il problema nasce quando questo confronto avviene con immagini selezionate e filtrate dai social media.


Il grande inganno dei social: confrontiamo il nostro 100% con il loro 5%

Ogni fotografia pubblicata racconta soltanto una piccola parte della realtà.

Vediamo:

  • il tramonto perfetto;
  • il viaggio da sogno;
  • il fisico impeccabile;
  • il sorriso;
  • il cocktail sulla spiaggia.

Non vediamo invece:

  • la stanchezza;
  • le preoccupazioni;
  • le difficoltà economiche;
  • le discussioni;
  • le giornate difficili.

Eppure il nostro cervello confronta quel 5% con il 100% della nostra vita quotidiana.

È un paragone inevitabilmente ingiusto.


Perché proprio in estate il confronto aumenta?

Durante l’anno siamo immersi nella routine.

Lavoro, scuola, impegni e responsabilità occupano quasi completamente la nostra attenzione.

Quando arriva l’estate, il ritmo rallenta.

La mente ha più spazio per riflettere e inizia a porsi domande come:

  • Sto vivendo abbastanza?
  • Sono felice?
  • Ho raggiunto ciò che desideravo?
  • Perché gli altri sembrano avere una vita migliore?

È proprio in questo momento che il confronto sociale aumenta.


Il caldo modifica il funzionamento del cervello

Anche il caldo gioca un ruolo importante.

Quando le temperature aumentano, il corpo utilizza molte energie per mantenere costante la temperatura interna.

Di conseguenza la corteccia prefrontale, l’area coinvolta nel ragionamento, nell’autocontrollo e nella gestione delle emozioni, lavora con maggiore difficoltà.

Questo spiega perché durante l’estate possiamo sentirci:

  • più irritabili;
  • meno pazienti;
  • più impulsivi;
  • maggiormente vulnerabili ai pensieri negativi.

Non è debolezza.

È biologia.


Esercizio n. 1: la Regola del 5%

Ogni volta che osservi una foto sui social, fermati e ripeti lentamente:

“Sto guardando solo il 5% della vita di questa persona.”

Questa semplice frase aiuta il cervello a interrompere il confronto automatico e a riattivare il pensiero razionale.


Esercizio n. 2: ritorna nel tuo corpo

Quando senti crescere ansia o frustrazione, dedica un minuto e mezzo a percepire il presente.

Osserva:

  • il contatto dei piedi con il pavimento;
  • il ritmo del respiro;
  • la temperatura sulla pelle;
  • i suoni che ti circondano;
  • la posizione del tuo corpo.

Questo semplice esercizio riduce l’intensità dei pensieri intrusivi e favorisce uno stato di maggiore equilibrio.


La vera estate perfetta non esiste

Dietro ogni fotografia perfetta esiste una vita reale.

Con problemi.

Con paure.

Con momenti difficili.

La differenza è che quei momenti raramente vengono pubblicati.

La tua estate non deve essere perfetta.

Deve essere autentica.

Ogni volta che senti nascere il confronto, ricordati questa frase:

Non confrontare il tuo dietro le quinte con il trailer della vita degli altri.

Quando smetti di inseguire la perfezione e inizi a vivere davvero il tuo presente, scopri che il benessere non nasce dal confronto, ma dalla connessione con te stessa/o.


Conclusione

Se desideri imparare a gestire il confronto sociale, i pensieri intrusivi e le emozioni che ti allontanano dal tuo equilibrio, è possibile allenare il cervello con strategie pratiche basate sulle neuroscienze.

Il cambiamento non inizia quando cambia la tua vita.

Inizia quando cambia il modo in cui il tuo cervello interpreta ciò che vivi.


Guarda il video dell’Intervista:


Parole chiave: confronto sociale, estate, social media, benessere mentale, neuroscienze, autostima, pensieri negativi, Sandra Solco, Bloom 

INTERVISTA – Intervista televisiva sul Metodo Bloom – AnteprimaNews

INTERVISTA – Intervista televisiva sul Metodo Bloom – AnteprimaNews

Nel corso di una recente intervista televisiva è stato approfondito il Metodo Bloom applicato alle neuroscienze.

Durante l’incontro è stato illustrato come questo approccio analizzi il legame tra cervello, linguaggio ed emozioni, 

evidenziando che le parole non sono mai neutre: attivano specifiche reti neurali, influiscono sul rilascio di neurotrasmettitori e condizionano stati d’animo e comportamenti.

Nel dialogo con la conduttrice è stata sottolineata l’importanza delle parole nella vita quotidiana e professionale.

Il linguaggio scelto può “far fiorire” , significato richiamato dal termine Bloom, generando empatia, motivazione e cambiamento, oppure creare blocchi, stress e incomprensioni.

L’intervista ha offerto esempi concreti di come un uso consapevole delle parole migliori relazioni, leadership e processi di apprendimento, poiché il cervello reagisce prima al come viene detto qualcosa e solo dopo al cosa.


Guarda il video dell’Intervista:

ARTICOLO DE ildigitale.it – Come farsi ascoltare davvero dai propri figli: la risposta è nelle neuroscienze

ARTICOLO DE ildigitale.it – Come farsi ascoltare davvero dai propri figli: la risposta è nelle neuroscienze

Perché spesso risulta difficile sentirsi compresi dai propri figli? Ecco cosa ci dice la scienza per costruire un legame solido basato sul linguaggio.

Come farsi ascoltare dai propri figli? E quanto incide il linguaggio nella relazione?

ARTICOLO DE ildigitale.it – ILARIA DE SANTIS – 27 Mar ’26

Spesso si pensa che sia solo una questione di carattere, ma in realtà le parole hanno un impatto molto più profondo sullo sviluppo cerebrale e sulla qualità del rapporto.

Secondo lo studio Inter-neural co-regulation before and after an interactive perturbation in mother infant dyads pubblicato su “Scientific Reports” ogni scambio comunicativo modifica letteralmente il funzionamento del cervello.

Quindi, quando il dialogo tra mamma e bambino si interrompe, il cervello subisce degli importanti cambiamenti. E spesso alcuni genitori lo ignorano: il cervello dei bambini non è come quello degli adulti.

Inoltre, il sistema limbico degli adolescenti che gestisce emozioni e impulsi, è altamente attivo, mentre la corteccia prefrontale, responsabile di pianificazione, controllo e logica, è ancora in fase di sviluppo.

A dirlo chiaramente è Sarah-Jayne Blakemore, Professoressa di Psicologia e Neuroscienze Cognitive presso l’Università di Cambridge nell’opera Inventare se stessi.

Cosa succede nel cervello degli adolescenti: molte reazioni non sono scelte consapevoli, ma risposte biologiche.

Come fare allora per farsi ascoltare? Lo abbiamo chiesto a Sandra Solco, formatrice e autrice di BLOOM – Il metodo neuroscientifico che ti farà ascoltare da tuo figlio.

COME FARSI ASCOLTARE DAI PROPRI FIGLI, IL METODO BLOOM
Con una solida formazione che spazia dalla pedagogia alla psicologia clinica, Sandra Solco coniuga il rigore della ricerca scientifica, consolidato attraverso un dottorato di ricerca presso l’Università di Salerno all’immediatezza pratica del coaching.

Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e consulente in ambito europeo per la valutazione dei sistemi di istruzione, il suo approccio è rivolto all’intelligenza emotiva e alla comunicazione efficace come strumenti essenziali per abitare con successo la complessità sociale contemporanea.
Inoltre, Sandra Solco è ideatrice del metodo BLOOM, un manuale che raccoglie in modo sistematico le più recenti scoperte neuroscientifiche e mette al centro il linguaggio come strumento di connessione e non di controllo.
Avendo dialogato a lungo con la redazione de ildigitale.it, ci ha spiegato cos’è davvero BLOOM e perché costituisce un valido aiuto per i genitori.

CHE COS’È IL METODO BLOOM?
BLOOM è un metodo che riguarda tutte le relazioni, è un approccio che affronta il mondo attraverso le parole che diciamo a noi stessi e agli altri.

Unisce neuroscienze, relazione, linguaggio per trasformare le parole in strumenti di consapevolezza capaci di far fiorire relazioni sane con se stessi e con gli altri.

ROSARIO – Ho avuto la fortuna ci incontrare Sandra in un momento delicato x me

ROSARIO – Ho avuto la fortuna ci incontrare Sandra in un momento delicato x me

Rosario mi scrive:
Ho avuto la fortuna ci incontrare Sandra in un momento delicato x me, da poco…separato, dandomi molte, forse troppe colpe x l’accaduto, riuscito a superare una depressione che rischiava di portarmi al capolinea…, ma si vede che il mio percorso non è ancora terminato ed eccomi qui.
Sandra mi ha aiutato a capire che il modo di ragionare che avevo non era a senso unico, che non andavo contromano, che le cose hanno sempre più visuali e non x forza la tua deve essere quella sbagliata.
Può capitare a tutti di ritrovarsi in difficoltà, ma sta a noi poi voler cercare di superarle, di uscirne fuori, di trovare una soluzione, una strada che ci porti a vivere di nuovo, ma se non si riesce da soli, avere una guida che ti faccia capire dove stai sbagliando, cambiare il tuo modo di ragionare, di vedere le cose, si pensare in modo alternativo, da un’altra angolatura.
E Sandra x me questo ha fatto, mi ha “aperto” gli occhi, mi ha fatto capire come vedere ciò che ci circonda, come rapportarsi con gli altri, visto che tutti abbiamo una mente diversa dall’altra, ognuno in modo diverso di ragionare e relazionarsi .
Quando si pensa poi che si è superato il baratro, come me ora, è lì che si deve stare attenti, che basta poco e ci si ritrova invischiati.
Ma se hai qualcuno che ti supporta, o una sorella, o un amico, o Lola, ti aiutano, ma poi serve un aiuto più specifico e Sandra è in grado di darlo.
Che dire….., grazie.
Rosario